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  • PALAZZO_BRUNO

CENNI STORICI          

Palazzo Bruno di Belmonte fu costruito a partire dal 1906 su progetto di Ernesto Basile, tra i maggiori architetti liberty europei. A commissionare il palazzo fu l’Onorevole Pietro Bruno di Belmonte (1854 - 1921) che conobbe l’architetto a Roma. In quel periodo Basile era impegnato nei lavori di ampliamento di palazzo Montecitorio (facciata posteriore), infatti si può notare come i due palazzi siano molto simili.

Con la costruzione dell’edificio, l’onorevole Pietro Bruno di Belmonte aveva l’obiettivo principale di riunire sotto lo stesso tetto la sua famiglia con i suoi sette figli. Questo desiderio purtroppo non si potè realizzare perchè diverse vicissitudini fermarono spesso i lavori. L’unica che visse nel palazzo fu Donna Preziosa che si stabilì al piano terra fino al 1962. Dopo la sua morte il palazzo fu ereditato e successivamente acquistato dal consiglio comunale nel 1967 (tre quarti del palazzo), per poi divenire sede del Comune dal 1974. Oggi il piano terra e il primo piano sono adibiti ad uffici comunali, mentre il secondo piano ospita l’aula consiliare e le sale espositive dedicate a Salvo Monica, scultore ispicese.

ESTERNO        

L’edificio è considerato il più alto esempio di liberty in provincia di Ragusa, stile che si diffuse in tutta Europa all’inizio del Novecento. Nel Palazzo, maestoso come un castello, convivono l’esigenza di rinnovamento e la fedeltà alla tradizione. Esso è articolato da torri angolari (una nella facciata principale e un’altra in quella posteriore), logge, modanature e decorazioni. Si sviluppa in tre piani risolti in maniera differente: il primo piano risulta decorato con un bugnato liscio; il secondo e il terzo, oltre ad essere intonacati, presentano una serie di balconate con inferriate in ferro battuto realizzate da Benedetto Polizzi e bassorilievi floreali scolpiti in marmo di Modica sull’architrave delle aperture; il piano superiore si distingue per la particolare decorazione in terracotta policroma sovrastata da una cornice ad archi ciechi.

INTERNO         

All’interno del palazzo troviamo una corte attorno alla quale si sviluppa l’edificio, scandito da finestre e decorazioni geometriche. Da qui si può raggiungere il giardino che si trova nel prospetto posteriore tra due logge. La sua particolarità è che conserva diverse piante tipiche della macchia mediterranea. La ringhiera in ferro battuto della scala interna che porta ai piani superiori è una pregevole opera di artigianato locale, realizzata dai fabbri Giuseppe e Lino Donzella. Questa, insieme ai lampadari, riprendono motivi a spirale, floreali e fogliacei. Al piano terra si trovano le uniche sale decorate del palazzo, dove visse Donna Preziosa. Vi si accede tramite una porta in ferro battuto con lo stemma araldico dei Bruno di Belmonte. Una di queste ha il tetto a cassettoni ottagonali e l’altra un fregio monocromatico con figure allegoriche.

CURIOSITÀ                

Una sera alla fine degli anni settanta, come leggenda narra, una figura vestita di bianco si affacciò da una finestra della torre del palazzo disabitato. Gli abitanti della città pensarono si trattasse del fantasma di Donna Preziosa. In verità questa storia fu inventata da alcuni ragazzi, incuriositi dal riflesso che videro sul vetro della finestra. Nonostante ciò, questo racconto è conosciuto da tutti ed ebbe molta risonanza perchè gli fu dedicato addirittura un articolo.

FILMOGRAFIA     

Palazzo Bruno di Belmonte è stato scenografia di importanti film come “Non parlo più” diretto da Vittorio Nevano nel 1995.

BIBLIOGRAFIA            

- www.visitispica.com

-Giuseppina Franzò, Palazzo Bruno di Belmonte, in Hyspicaefundus, anno III n.5 - giugno 2006, Ispica

-Paolo Nifosì, Guida di Ispica, Comune di Ispica, 1989

Palazzo Bruno di Belmonte in street view

Wordwall (attività interattiva per approfondire le tue conoscenze)

Le stanze di Palazzo Bruno set privilegiato - a cura della Pro-loco Spaccaforno

Palazzo Bruno di Belmonte ( riprese e montaggio a cura di Bruno Abbate)

Erbario digitale  (a cura delle classi terze della S.S. di I Grado -  a.s. 2021/2022)

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