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CENNI STORICI           

Dopo il terremoto del 1693 la città di Spaccaforno si sposta nella zona alta del colle Calandra. In questa occasione, nel 1700, viene costruita la chiesa di Santa Maria Maggiore. Tuttavia, nel 1727 un altro sisma provocò il crollo di più parti dell’edificio e per questo motivo furono necessari nuovi lavori. L’attuale facciata risale al 1872-78 e fu progettata dall’ing. Luigi Cassone di Noto, poiché il calcare tenero della facciata precedente si era corroso negli anni. Se la torre campanaria fu eretta nei primi anni del ‘700, la sua cupola risale al ‘900 e fu progettata dall'architetto Paolo Lanzerotti.

ESTERNO                 

La chiesa presenta una facciata neoclassica a due ordini con il partito centrale avanzato rispetto ai partiti laterali. A unire il primo e il secondo ordine vi sono due volute alle quali si affiancano le Statue di Santa Rosalia, a destra e di San Gregorio, a sinistra. Il piazzale antistante alla facciata, opera del capo mastro scalpellino Carlo Di Gregorio, è chiuso da una cancellata articolata ad intervalli con 12 pilastri sovrastati da vasi riccamente decorati con foglie e rose. Invece, la piazza antistante alla chiesa è il Loggiato del Sinatra, progettata da Vincenzo Sinatra da Noto nel 1749. La piazza presenta un’elegante architettura seriale sviluppata in 23 aperture e lo stile si avvicina a forme rococò, soprattutto nelle tre aperture centrali e nell’articolazione leggera dell’apparato decorativo. Il Loggiato era un tipo di struttura molto in voga tra il Seicento e il Settecento e quello in cui ci troviamo rappresenta uno dei rari esempi rimasti. Le aperture, chiamate “logge” dagli abitanti di Ispica, erano utilizzate tra il 1700 e il 1800, cambiando la propria funzione di volta in volta. Per esempio, fino al 1905 le logge erano utilizzate come luogo di sepoltura per le classi meno abbienti; in seguito, furono utilizzate da artigiani e commercianti anche in occasione della fiera di Santa Rosalia che si svolgeva annualmente a settembre.

INTERNO         

Sembrerebbe che l’interno della chiesa fu progettato da Rosario Gagliardi, architetto della ricostruzione post- terremoto del Val Di Noto. La chiesa presenta un impianto basilicale a tre navate divise da pilastri con tre absidi in corrispondenza delle stesse navate e due cappelle che fuoriescono dal transetto, formando una croce latina regolare. Come sottolinea Paolo Nifosì, un noto storico della Sicilia sud- orientale, l’interno si rivela come “un unicum in tutta l’area ragusana”, non solo per gli elementi pittorici, per gli stucchi e le dorature ma anche ed in particolar modo per il ciclo pittorico di Olivio Sozzi, un pittore catanese che divulgò le nuove tendenze del barocchetto e del rococò nella Sicilia orientale. All’interno della chiesa, Sozzi illustra la storia cristiana e i personaggi più importanti con una preminenza di colore azzurro chiaro, bianco e rosa che trasmettono, a loro volta, serenità e fiducia, sensazioni che si ponevano in contrapposizione con la drammatica tensione che esprimevano le immagini del primo barocco. Sul lato sinistro del transetto si trova il simulacro del Cristo alla Colonna, un gruppo statuario che rappresenta Gesù nel momento della flagellazione e che viene portato in processione il Giovedì Santo. La chiesa possiede anche una reliquia della croce di Cristo, contenuta in un nimbo d’argento dorato, chiamato “Patena”, portato in processione durante il martedì grasso e che, per questo motivo, viene definito come il giorno della Patena. Sull’altare centrale è collocata la tela “Madonna e Santi”, opera di Vito D’Anna, un pittore palermitano esponente del rococò. La sagrestia ospita la Casa della Cera, una sala in cui sono appesi gli ex voto in cera, ovvero bambinelli, parti del corpo e candele che vengono donati al Cristo durante la settimana santa.

CURIOSITÀ       

Olivio Sozzi arrivò ad Ispica nel 1761 per gli affreschi della Basilica di Santa Maria Maggiore. Qui morì quattro anni dopo, nel 1765 per idropisia e, per suo volere, venne sepolto nella chiesa. Oggi, il suo corpo mummificato giace in una teca, esposta al pubblico, nella sagrestia. La leggenda narra che Sozzi morì cadendo da un'impalcatura mentre dipingeva "Trionfo di Maria SS. Assunta”, un affresco che si trova nella volta del transetto e in cui è possibile osservare una grossa pennellata scura tra la mano e la testa del demone colpito dalla spada dell’arcangelo, immortalando, per sempre, la caduta che gli fu fatale.

Si narra che la statua del Cristo abbia delle parti originarie da un antico crocifisso recuperato tra le macerie della chiesa rupestre di Santa Maria della Cava nell’antico abitato di Spaccaforno a seguito del terremoto del 1693.

FILMOGRAFIA            

Il Loggiato del Sinatra e la Basilica sono stati luoghi di ispirazione per diversi registi che decisero di ambientare i loro film proprio qui. Tra questi film ritroviamo: Il Viaggio di Vittorio de Sica girato nel 1974, Perduto amor di Franco Battiato del 2002, La luna di carta episodio de Il Commissario Montalbano (Albertro Sironi, 2008) e più recentemente, il ciclo di sceneggiati RAI C’era una volta Vigata (La mossa del cavallo, La stagione della caccia e La concessione del telefono) basati sui romanzi storici di Andrea Camilleri.

BIBLIOGRAFIA            

  • Paolo Nifosi, “La basilica di Santa Maria Maggiore in Ispica”, Arciconfraternita di Santa Maria Maggiore, Ispica, 2010;
  • Garofalo Pietro Dimitri, Il Loggiato del Sinatra, in HyspicaeFundus, Rivista di storia e di cultura della Società Ispicese di Storia Patria, anno I numero 0, Maggio 2004, Ispica;
  • Paolo Nifosì, Guida di Ispica, Comune di Ispica, 1989;
  • Melchiorre Trigilia, Storia e guida di Ispica, Ge.Me Editore, Ispica, 1988;
  • Rosa Fronterrè Turrisi, La Basilica di Santa Maria Maggiore, 1975

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Film e serie tv ambientate presso la Basilica di Santa Maria Maggiore - a cura della Pro-loco Spaccaforno

 Basilica di Santa Maria Maggiore (video, riprese e montaggio di Bruno Abbate)

Video promo "Ispica, la città che puoi sentire..." - a cura della Pro-loco Spaccaforno

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Foto dell'interno della chiesa a cura di Salvatore Brancati

  • 10Abside_particolare
  • 11Dio_Padre_Olivio_Sozzi
  • 13Resti_di_Olivio_Sozzi_3
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  • 14Cere_votive
  • 15Ex_voto_in_cera
  • 2_S_Maria_interno
  • 3_Trionfo_dellEucaristia_Olivio_Sozzi
  • 3_Trionfo_dellEucaristia_Olivio_Sozzi_2
  • 3aTrionfo_dellEucaristia_particolare_OSozzi
  • 4Madonna_della_Cava_e_Santi_o_Sacra_Conversazione_Vito__DAnna
  • 4_Trionfo_della_Fede
  • 5La_volta_centrale
  • 5Trionfo_della_Chiesa
  • 6Trionfo_della_Croce_o_di_Cristo
  • 7Trionfo_della_Madonna
  • 8Afrreschi_della_cupola_e_del_transetto_Sozzi
  • 9Affreschi_e_stucchi_dellabside

Video "Divorzio all'italiana" a cura della Pro - loco Spaccaforno

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